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Atlante della storia umana

Mondo contemporaneoDopo l'11 settembre

M-Pesa e il denaro mobile

Il Kenya usa il telefono come banca prima dell'Occidente

esatto

1991Mondo contemporaneo2026

In breve

Nel marzo 2007 l’operatore keniota Safaricom, controllato da Vodafone, lancia M-Pesa: un servizio che permette di depositare, inviare e prelevare denaro con un SMS, senza bisogno di un conto in banca. Il sistema si appoggia su una rete capillare di agenti locali che fanno da sportello per il contante. In pochi anni diventa l’infrastruttura di pagamento più usata del Kenya, porta milioni di persone prima escluse dentro un circuito finanziario formale, e viene poi replicato in decine di altri paesi.

Contesto

Nel 2007 il sistema bancario tradizionale in Kenya copriva una parte minima della popolazione: le stime dell’epoca indicano che meno di un adulto su cinque aveva un conto corrente, e le filiali erano concentrate a Nairobi e in poche altre città. Per chi viveva in zone rurali, spostare denaro significava affidarlo a un autista di autobus, a un parente in viaggio, o portarlo di persona in contanti, con i rischi di furto e perdita che questo comportava. Al tempo stesso, la telefonia mobile si stava diffondendo molto più rapidamente delle banche: le tariffe prepagate a basso costo avevano reso il telefono cellulare, anche il più semplice, un oggetto comune anche fuori dalle città.

Safaricom, il maggiore operatore mobile del paese, aveva partecipato a un progetto pilota tra il 2005 e il 2006 finanziato in parte dal Department for International Development (DFID) britannico attraverso il Financial Deepening Challenge Fund. L’idea iniziale, promossa dal dirigente Vodafone Nick Hughes con il contributo di Susie Lonie, era più modesta di quanto M-Pesa sarebbe poi diventato: un sistema per far ripagare via SMS i microprestiti erogati da un istituto di microfinanza keniota. Durante la sperimentazione, però, gli utenti del pilota cominciarono a usare il servizio soprattutto per un’altra cosa: mandarsi denaro a vicenda. Safaricom decise allora di riorientare il prodotto verso un uso più generale, di trasferimento di denaro peer-to-peer, aprendo la strada al lancio commerciale.

Svolgimento

M-Pesa (il nome unisce la “M” di mobile al termine swahili “pesa”, denaro) viene lanciato commercialmente il 6 marzo 2007. Il meccanismo è semplice: un utente si registra gratuitamente presso un agente autorizzato - spesso un piccolo negozio, un chiosco o un distributore di benzina - versando contante che viene accreditato come credito elettronico legato al proprio numero di telefono. Da lì può inviare denaro a un altro numero tramite un menu SMS/USSD, pagare bollette o acquisti, oppure prelevare contante presso qualunque agente della rete, che a sua volta gestisce la propria liquidità come farebbe uno sportello bancario in miniatura. Non serve uno smartphone: il servizio funziona su qualsiasi telefono cellulare di base, ed è questo, insieme alla capillarità della rete di agenti, a renderlo utilizzabile anche dove non esiste una filiale bancaria a distanza ragionevole.

L’adozione è rapidissima. A un mese dal lancio gli utenti attivi sono circa ventimila; entro novembre 2007 superano il milione. La rete di agenti cresce di pari passo, e supera in pochi anni il numero di sportelli bancari e bancomat presenti nel paese. Nel 2009 gli utenti attivi sono già alcuni milioni, e M-Pesa comincia a essere usato non solo per i trasferimenti tra privati ma anche per pagare stipendi, tasse locali, bollette dell’elettricità e piccoli acquisti quotidiani. Diversi studi dell’epoca stimano che entro i primi anni Duemiladieci una quota molto significativa del prodotto interno lordo keniota passi, in un modo o nell’altro, attraverso transazioni M-Pesa nel corso dell’anno.

Il successo in Kenya porta a un’espansione internazionale: Safaricom e Vodafone replicano il modello in Tanzania (2008), in Afghanistan con il marchio M-Paisa (2008), e poi in Sudafrica, India, Romania, Albania, Lesotho, Mozambico, Ghana ed Egitto, con esiti commerciali molto diversi da paese a paese - il successo keniota non si ripete ovunque allo stesso modo, spesso perché altrove la penetrazione bancaria era già maggiore o la regolamentazione più restrittiva. In Kenya, intanto, l’ecosistema si allarga: nel 2012 nasce M-Shwari, un prodotto di risparmio e microprestito costruito sopra M-Pesa in collaborazione con la Commercial Bank of Africa, seguito più tardi da servizi di credito a breve termine come Fuliza.

Conseguenze

Nel breve periodo, M-Pesa riduce drasticamente il costo e il rischio di spostare denaro all’interno del Kenya, in particolare per le rimesse interne dalle città verso le famiglie in campagna. Studi accademici basati su rilevazioni ripetute presso migliaia di famiglie keniote - condotti in particolare da Isaac Mbiti e David Weil, e da William Jack e Tavneet Suri - documentano un aumento della probabilità di essere “bancarizzati” anche in senso informale, una riduzione del ricorso ai tradizionali circoli di risparmio rotativo (ROSCA), e un calo dei prezzi dei servizi di trasferimento concorrenti come Western Union, costretti a competere con l’alternativa mobile.

Nel lungo periodo, l’effetto più discusso riguarda la povertà. Uno studio del 2016 di Tavneet Suri e William Jack, pubblicato su Science, stima che l’accesso a M-Pesa abbia fatto uscire dalla povertà estrema circa 194.000 famiglie keniote, pari a circa il 2% del totale, con un effetto più marcato per le famiglie con capofamiglia donna; lo studio collega l’effetto soprattutto a un maggiore risparmio precauzionale e a uno spostamento di molte donne dall’agricoltura di sussistenza verso il commercio al minuto. Questo lavoro è diventato uno dei riferimenti più citati nell’economia dello sviluppo sul tema dell’inclusione finanziaria digitale, ma è anche stato oggetto di critiche dettagliate - in particolare da parte di ricercatori come Milford Bateman, Maren Duvendack e Nicholas Loubere, che ne hanno contestato pubblicamente la robustezza metodologica e la portata delle conclusioni.

Sul piano più ampio, il modello M-Pesa ha creato un precedente regolatorio: la Banca Centrale del Kenya, inizialmente cauta, ha finito per collaborare con Safaricom in uno schema che ha poi ispirato regolatori e operatori in altri paesi africani e asiatici a normare il denaro mobile come categoria a sé, distinta sia dalla banca sia dalla telefonia. La rete di agenti, diventata fonte di reddito per decine di migliaia di piccoli commercianti, è oggi uno dei canali di riferimento per programmi di trasferimento di denaro (anche umanitari) in diversi paesi della regione.

Nel frattempo altrove

Come lo sappiamo

La ricostruzione del lancio e della crescita di M-Pesa si basa in larga parte su dati aziendali di Safaricom e Vodafone (numero di utenti attivi, volumi di transazione, rete di agenti) e su rilevazioni indipendenti come le indagini FinAccess promosse da FSD Kenya, oltre alle survey ripetute condotte da Jack, Suri, Mbiti e Weil su campioni di famiglie keniote seguite nel tempo. La data del lancio commerciale (6 marzo 2007) e i nomi dei promotori del progetto pilota (Nick Hughes, Susie Lonie) sono documentati sia nella stampa specializzata sia nelle ricostruzioni ufficiali di Vodafone.

Ciò che resta effettivamente dibattuto è la dimensione dell’impatto sulla povertà: mentre lo studio di Suri e Jack del 2016 stima un effetto quantificabile e statisticamente significativo, altri economisti dello sviluppo hanno messo in discussione sia la solidità dei dati usati sia l’interpretazione causale, sostenendo che il ruolo di M-Pesa nella riduzione della povertà keniota sia stato in parte sovrastimato rispetto ad altri fattori concorrenti (crescita economica generale, urbanizzazione, altre politiche pubbliche). Restano inoltre poco chiare, e variabili da fonte a fonte, le cifre esatte sulla quota di PIL keniota che transiterebbe per M-Pesa, spesso citate in forma arrotondata dalla stampa senza un riferimento metodologico univoco.

Approfondimenti

  • Jack, William e Suri, Tavneet, Mobile Money: The Economics of M-PESA, NBER Working Paper No. 16721, 2011.
  • Mbiti, Isaac e Weil, David N., Mobile Banking: The Impact of M-Pesa in Kenya, NBER Working Paper No. 17129, 2011.
  • Suri, Tavneet e Jack, William, The Long-Run Poverty and Gender Impacts of Mobile Money, Science, vol. 354, n. 6317, 2016, pp. 1288-1292.
  • Omwansa, Tonny K. e Sullivan, Nicholas P., Money, Real Quick: Kenya’s Disruptive Mobile Money Innovation, Guardian Books, 2012.

Riferimenti

  • William Jack, Tavneet Suri, Mobile Money: The Economics of M-PESA, 2011, NBER Working Paper No. 16721
  • Isaac Mbiti, David N. Weil, Mobile Banking: The Impact of M-Pesa in Kenya, 2011, NBER Working Paper No. 17129
  • Tavneet Suri, William Jack, The Long-Run Poverty and Gender Impacts of Mobile Money, 2016, Science, vol. 354, n. 6317, pp. 1288-1292 doi:10.1126/science.aah5309
  • Tonny K. Omwansa, Nicholas P. Sullivan, Money, Real Quick: Kenya's Disruptive Mobile Money Innovation, 2012, Guardian Books

Alcuni di questi riferimenti non sono ancora stati controllati sull'originale: sono elencati in TODO-fonti.md in attesa di verifica. Preferiamo dirlo che lasciarlo intendere.