In breve
Nel 622 Maometto e un primo gruppo di seguaci lasciarono La Mecca, dove la loro predicazione aveva incontrato ostilità crescente, e si trasferirono a Yathrib, l’oasi che sarebbe diventata nota come Medina. Quel trasferimento, l’Egira (in arabo hijra, «migrazione»), non fu solo una fuga: a Medina Maometto divenne il capo di una comunità politica e giuridica nuova, l’umma, che teneva insieme musulmani e altre tribù della città sotto un’unica autorità arbitrale. L’evento fu ritenuto così fondativo che il secondo califfo Umar lo scelse come anno 1 del calendario islamico, lunare e tuttora in uso. Questa voce copre la migrazione e la costruzione della comunità di Medina fino ai primi anni di consolidamento; l’espansione militare successiva alla morte di Maometto è raccontata altrove.
Contesto
La Mecca, all’inizio del VII secolo, era un centro commerciale e di pellegrinaggio dell’Arabia occidentale, retta da una confederazione di clan, i Quraysh, senza un’autorità politica centralizzata sopra il livello del clan. Il santuario della Ka’ba, meta di pellegrinaggio per le tribù della regione, era anche una fonte di reddito e di prestigio per chi lo controllava. In questo contesto, dal 610 circa Maometto, un mercante meccano, cominciò a proclamarsi ricevente di rivelazioni divine e a predicare il monoteismo, la sottomissione a un unico dio e la responsabilità morale individuale.
La predicazione minacciava gli equilibri sociali ed economici di cui i Quraysh vivevano: non tanto per il monoteismo in sé, quanto perché metteva in discussione l’autorità dei clan dominanti e il ruolo del pellegrinaggio politeista come base del prestigio meccano. Maometto godeva della protezione del proprio clan, i Banu Hashim, ma quella protezione era un fatto di consuetudine tribale, non un diritto garantito: quando negli anni successivi al 619 morirono sia lo zio Abu Talib, capo del clan, sia la moglie Khadija, la sua posizione a La Mecca si fece più esposta. Nello stesso periodo, delegazioni di Yathrib, un’oasi agricola a circa 350 chilometri a nord con una popolazione mista di tribù arabe rivali (Aws e Khazraj) e di gruppi ebraici, cercarono in Maometto un arbitro esterno capace di comporre i conflitti che dilaniavano la città. Yathrib non aveva un’autorità sovraordinata ai clan, esattamente come La Mecca, ma lì la ricerca di un arbitro era già in corso: due patti negoziati in successivi pellegrinaggi, noti come i giuramenti di Aqaba, prepararono il trasferimento.
Svolgimento
Fra il 620 e il 622 un numero crescente di seguaci di Maometto lasciò La Mecca in piccoli gruppi per raggiungere Yathrib, spesso di nascosto per evitare rappresaglie dei Quraysh. Maometto stesso partì fra la fine dell’agosto e l’inizio del settembre 622, insieme ad Abu Bakr, e arrivò a Yathrib il 24 settembre 622: da quel momento la città cominciò a essere chiamata Medina, contrazione di Madinat an-Nabi, «città del profeta».
A Medina, Maometto non si limitò al ruolo di predicatore. Divenne l’arbitro riconosciuto di un accordo, tradizionalmente chiamato Costituzione di Medina, che regolava i rapporti fra i musulmani immigrati dalla Mecca (i muhajirun), i medinesi che li avevano accolti (gli ansar) e le tribù ebraiche della città. L’accordo definiva un’unica comunità politica, l’umma, in cui i diversi gruppi mantenevano la propria identità religiosa e una parte della propria autonomia interna, ma riconoscevano Maometto come arbitro supremo per le controversie e si impegnavano a difendere collettivamente Medina da attacchi esterni. Era un modello in cui l’autorità religiosa, quella politica e quella giuridica non erano sfere distinte affidate a soggetti diversi, ma un’unica funzione integrata nella stessa persona: una configurazione che avrebbe segnato profondamente le forme successive del potere islamico.
Negli anni immediatamente successivi si consolidarono anche pratiche rituali destinate a durare: la direzione della preghiera (qibla) fu spostata da Gerusalemme verso La Mecca, e fu fissato il digiuno del mese di Ramadan. Sul piano militare, i rapporti con La Mecca si fecero apertamente conflittuali: la comunità di Medina cominciò a intercettare le carovane meccane, e nel 624 sconfisse un contingente quraysh nella battaglia di Badr, primo scontro armato dell’islam nascente. La guerra con La Mecca proseguì negli anni seguenti con esiti alterni; la sua conclusione, con la sottomissione pacifica della città nel 630, appartiene alla fase successiva della vita di Maometto e non è oggetto di questa voce.
Conseguenze
Nel breve periodo, l’Egira trasformò un movimento di predicazione perseguitato in una comunità capace di darsi regole proprie, difendersi militarmente e imporre un’autorità arbitrale su gruppi che non condividevano la stessa fede. La scelta di fondare la cronologia islamica sull’anno della migrazione, anziché sulla nascita o sulla prima rivelazione di Maometto, riflette proprio questo: ciò che contava, nella memoria della comunità, non era l’inizio della predicazione ma l’inizio della comunità politica.
Nel lungo periodo, il modello di Medina — un’unica autorità che teneva insieme fede, governo e diritto — divenne un riferimento costante nella storia islamica successiva, ripreso e reinterpretato in modi diversi dai califfati che vennero dopo. Non fu un modello statico: le tribù ebraiche di Medina, incluse nell’accordo iniziale, entrarono nei decenni successivi in conflitti crescenti con la comunità musulmana, fino all’espulsione o all’eliminazione di alcuni dei loro gruppi, un esito che la storiografia moderna discute nelle cause e non presenta come previsto fin dall’inizio dall’accordo del 622. Il consolidamento di pratiche come la direzione della preghiera verso La Mecca e il digiuno di Ramadan diede alla nuova comunità riti distintivi che la separavano visibilmente sia dal paganesimo dei Quraysh sia dalle altre fedi monoteiste della regione. Il conflitto militare avviato in questi anni con La Mecca aprì la strada, nel decennio successivo, all’espansione territoriale che avrebbe portato l’autorità della nuova comunità ben oltre l’Arabia occidentale.
Nel frattempo altrove
- 300 d.C.Verso il Pacifico orientale — Oceania
- 499 d.C.Aryabhata — Asia meridionale
- 618 d.C.La dinastia Tang — Asia orientale
- 700 d.C.Tiwanaku e Wari — Americhe
- 700 d.C.Srivijaya — Asia orientale
- 711 d.C.Al-Andalus — Europa
- 800 d.C.Le città swahili — Africa
Come lo sappiamo
La fonte principale sulla vita di Maometto e sull’Egira è la sira, il genere biografico tradizionale, e in particolare quella compilata da Ibn Ishaq. Il testo di Ibn Ishaq, però, non ci è arrivato direttamente: fu scritto circa centoventi anni dopo i fatti narrati e sopravvive solo attraverso la redazione successiva di Ibn Hisham, che lo rielaborò tagliando e commentando il materiale originale. Questa distanza temporale, unita alla natura agiografica del genere — la sira nacque per edificare la comunità dei credenti, non per documentarla in senso moderno — rende difficile separare un nucleo storico plausibile dagli elementi elaborati in seguito per ragioni teologiche o politiche, incluso il bisogno di legittimare le fazioni emerse nelle lotte di successione dopo la morte di Maometto.
La Costituzione di Medina pone esattamente questo tipo di problema. Il testo che conosciamo è trasmesso all’interno della sira di Ibn Ishaq/Ibn Hisham, non come documento d’archivio autonomo, e la sua autenticità e composizione sono discusse: alcuni storici, come Fred Donner, lo trattano come un testo sostanzialmente genuino dell’epoca di Medina, che riflette accordi realmente negoziati nei primi anni della comunità; altri lo leggono come una compilazione di più patti stipulati in momenti diversi, messi insieme in un secondo tempo sotto un’unica etichetta. Non esiste un modo indipendente, esterno alla tradizione islamica stessa, per verificare quale delle due letture sia corretta: mancano iscrizioni, archivi o testimonianze non arabe dell’Arabia interna di questi anni, a differenza di quanto avviene per regioni con tradizioni epigrafiche o amministrative più ricche. Anche le date puntuali della migrazione — chi partì quando, l’ordine esatto dei gruppi, i dettagli del viaggio di Maometto — provengono dalla stessa tradizione biografica e vanno trattate con la stessa cautela, pur restando la cronologia oggi convenzionalmente accettata.
Approfondimenti
- Fred M. Donner, Muhammad and the Believers: At the Origins of Islam (2010) — una ricostruzione che tratta la comunità di Medina come un movimento più ampio del solo islam successivo, utile per capire di cosa si discute sulla natura dell’umma.
- W. Montgomery Watt, Muhammad at Medina (1956) — lo studio classico sul periodo medinese, con un’analisi dettagliata della Costituzione di Medina e della sua autenticità.
- Ibn Ishaq, Sirat Rasul Allah (nella redazione di Ibn Hisham) — la fonte biografica di riferimento, da leggere sapendo che è un testo agiografico scritto generazioni dopo i fatti.