Salta al contenuto
Atlante della storia umana

Alto medioevoNuovi centri

La stampa xilografica

In Cina si stampano libri sei secoli prima di Gutenberg

esatto

500 d.C.Alto medioevo1.000 d.C.

In breve

L’11 maggio dell’868, alla fine di un rotolo di carta lungo oltre cinque metri, un colophon dichiarava che un certo Wang Jie lo aveva fatto stampare «per la distribuzione universale e gratuita, a nome dei suoi due genitori». Il testo era il Sutra del Diamante, e la tecnica era la xilografia: matrici di legno intagliate, una per pagina, inchiostrate e premute sulla carta. Quel rotolo, scoperto nel 1900 nelle grotte di Mogao presso Dunhuang e oggi alla British Library, è il più antico libro stampato completo di cui si conosca con certezza la data — sei secoli prima che Gutenberg stampasse la sua Bibbia a caratteri mobili, nel 1455. Non fu però la prima stampa in assoluto: quando Wang Jie lo fece realizzare, la xilografia era già una tecnica matura, diffusa in Cina da almeno un secolo per calendari, testi divinatori e sutra, su una scala che l’Europa non avrebbe raggiunto fino al tardo Quattrocento.

Contesto

La xilografia nacque in Cina dall’incontro di tre condizioni. La prima era la carta, supporto economico diffuso già nei primi secoli dell’era volgare, molto prima che l’Europa lo conoscesse. La seconda era lo sfregamento: premere un foglio di carta umida su una stele incisa e inchiostrarlo, ottenendone una copia in negativo. Chi lo praticava aveva già in mano metà del principio della stampa; mancava solo intagliare il testo in rilievo, su legno, invece di inciderlo in incavo, su pietra.

La terza condizione era la scrittura stessa. Il cinese usa alcune migliaia di caratteri logografici, non un alfabeto di poche decine di segni: comporre una pagina con tipi mobili avrebbe richiesto magazzini di migliaia di caratteri, mentre intagliare un’intera pagina su un’unica matrice richiedeva un solo artigiano per tavoletta, riutilizzabile per migliaia di copie negli anni. Per una scrittura logografica il vantaggio dei caratteri mobili era tutt’altro che scontato: è una delle ragioni per cui la Cina, pur sperimentando tipi mobili già nell’XI secolo, avrebbe continuato a stampare la maggior parte dei libri a matrici intere fino al Novecento.

Mancava un motivo per farlo su larga scala, e lo fornì il buddhismo: la dottrina mahayana attribuiva un merito religioso alla riproduzione dei sutra — esattamente ciò che il colophon di Wang Jie dichiara di voler fare per i genitori. Un impero con monasteri numerosi e una domanda di copie a migliaia aveva un incentivo che nessuna cancelleria avrebbe generato da sola.

Svolgimento

Quanto la xilografia fosse già diffusa prima dell’868 lo mostra un episodio del 835: il governatore militare del Dongchuan, Feng Su, chiese all’imperatore Wenzong di vietare la stampa privata dei calendari, perché nelle circoscrizioni dello Jiannan (l’attuale Sichuan) e dello Huainan calendari stampati in proprio circolavano già nelle strade, prima ancora che l’ufficio astronomico imperiale promulgasse quello ufficiale. È la prima prova documentaria di una stampa commerciale di massa in Cina, tre decenni prima del Sutra del Diamante, e riguardava calendari, non testi religiosi: la loro riproduzione non autorizzata fu vietata perché la scelta del calendario era prerogativa del sovrano, mediatore fra ordine umano e ordine naturale.

Il Sutra del Diamante non fu dunque un esordio, ma il più antico sopravvissuto fra i tanti testi religiosi che quella tecnica già matura produceva. Il rotolo, alto circa 27 centimetri e lungo oltre cinque metri, era composto da sette fogli di carta incollati fra loro; si apriva con una xilografia figurata del Buddha che predicava al discepolo Subhuti, seguita dal testo — una traduzione cinese, dovuta al monaco Kumarajiva nel V secolo, di un testo sanscrito della tradizione della perfezione della saggezza. Il colophon finale, con la data esatta e il nome del committente, è ciò che rende questo esemplare eccezionale: non il contenuto, comune a migliaia di altri sutra dello stesso periodo, ma la certezza della datazione.

Esistono testimonianze di stampa buddhista più antiche — una dharani coreana ritrovata nella pagoda Seokgatap e le Hyakumanto darani giapponesi, distribuite in un milione di esemplari fra il 764 e il 770 — ma nessuna con la stessa certezza di datazione: se ne parla in «Come lo sappiamo». Il Sutra del Diamante resta il più antico libro stampato completo e con colophon datato: non la prima stampa dell’Asia orientale, ma la prima di cui non si possa dubitare l’anno.

Il rotolo restò sigillato per oltre mille anni in una grotta scavata nella falesia di Mogao, presso Dunhuang, sulla via della seta. La «grotta della biblioteca», la numero 17, fu murata verso l’XI secolo per ragioni rimaste ipotetiche — forse una minaccia militare, forse solo lo sgombero di un deposito eccedente. Il monaco taoista Wang Yuanlu, custode del complesso, la riaprì per caso nel giugno del 1900, trovandovi decine di migliaia di manoscritti. Nel 1907 l’archeologo britannico Aurel Stein acquistò da lui gran parte di quel deposito, compreso il Sutra del Diamante, e lo portò al British Museum di Londra; la collezione sarebbe poi confluita nella British Library.

Conseguenze

A breve termine, sotto i Tang e poi sotto i Song, la xilografia continuò a servire gli stessi usi che l’avevano resa necessaria: testi buddhisti e taoisti, calendari, testi divinatori, e via via anche dizionari, manuali medici e classici confuciani per gli esami imperiali. La persecuzione anti-buddhista del 845, sotto l’imperatore Wuzong, colpì monasteri e tesori religiosi, ma non intaccò la tecnica in sé, ormai usata anche per materiali non religiosi.

A lungo termine, sotto i Song, la stampa raggiunse scala industriale: biblioteche imperiali con migliaia di titoli, classici confuciani stampati per iniziativa statale, e la prima moneta cartacea della storia, anch’essa prodotto della stampa su blocchi. Nell’XI secolo l’artigiano Bi Sheng sperimentò caratteri mobili di argilla cotta, ma l’invenzione restò marginale rispetto alla xilografia — la stessa ragione già vista, il numero dei caratteri cinesi — e avrebbe avuto sorte diversa altrove: in Corea, tipi mobili metallici avrebbero stampato testi già nel Trecento.

Più incerto è il legame con la stampa europea. Carta e tecniche di riproduzione a matrice raggiunsero l’Europa nel tardo medioevo attraverso i contatti mongoli e mediorientali, insieme ad altre invenzioni cinesi come la bussola e la polvere da sparo; ma nessuna prova diretta collega la tecnica di Gutenberg a un trasferimento dalla Cina, e resta aperto se la stampa europea ne sia stata stimolata indirettamente o sia nata indipendentemente. Certo, e reso indiscutibile da Dunhuang, è che per almeno sei secoli prima di Gutenberg la Cina stampava libri su una scala che l’Europa non avrebbe eguagliato fino a molto dopo.

Nel frattempo altrove

Come lo sappiamo

Su tre punti conviene essere espliciti.

Il primo è cosa significhi «il primo libro stampato». Il Sutra del Diamante è il più antico libro stampato completo e databile con certezza, grazie al colophon: non è, con ogni probabilità, la prima stampa xilografica in assoluto. Frammenti più antichi esistono — la dharani coreana, collocabile fra il 704 e il 751, e gli Hyakumanto darani giapponesi del 764-770 — ma il primo è privo di data esplicita, il secondo è un’invocazione breve senza colophon. Dire che il Sutra del Diamante è «la prima stampa al mondo» sarebbe impreciso quanto dire che Gutenberg «ha inventato la stampa»: in entrambi i casi si scambia il primo esemplare sopravvissuto e ben documentato per l’atto di invenzione.

Il secondo riguarda il rapporto con la stampa occidentale. Il titolo stesso del libro di Carter, L’invenzione della stampa in Cina e la sua diffusione verso occidente, riflette una tesi diffusionista non condivisa da tutti nella stessa forma: che carta e immagini a stampa abbiano viaggiato verso occidente è documentato, ma un’influenza diretta sulla tipografia di Gutenberg resta una congettura.

Il terzo riguarda i limiti delle fonti. Il colophon dà la data e il committente, ma non dice dove il rotolo fu stampato: l’unica localizzazione certa è quella della sua conservazione, la grotta 17 di Mogao, non della sua produzione. E la storiografia occidentale ha continuato a lungo a raccontare Gutenberg come punto di partenza, nonostante il lavoro di Carter risalisse già al 1925: non perché mancassero le fonti cinesi, ma perché l’attenzione della ricerca è stata a lungo rivolta altrove.

Approfondimenti

  • Thomas Francis Carter, The Invention of Printing in China and Its Spread Westward (1925) — il libro che per primo portò la stampa cinese davanti alla storiografia occidentale; il titolo, e la sua tesi diffusionista, vanno letti con la cautela discussa sopra.
  • Tsien Tsuen-Hsuin, Science and Civilisation in China, vol. 5.1, Paper and Printing (a cura di Joseph Needham, 1985) — la ricostruzione più dettagliata della tecnica e della sua diffusione.
  • International Dunhuang Programme della British Library, scheda sul Sutra del Diamante — la fonte primaria, con immagini ad alta risoluzione del rotolo e del colophon.
  • Gli Hyakumanto darani giapponesi (764-770) — un caso datato con più precisione del Sutra del Diamante, ma di natura diversa: utile per capire la distinzione fra «stampa più antica» e «libro più antico databile con certezza».

Riferimenti

  • Sutra del Diamante (Vajracchedikā Prajñāpāramitā), British Library, Or.8210/P.2
  • Thomas Francis Carter, The Invention of Printing in China and Its Spread Westward, 1925, Columbia University Press
  • Tsien Tsuen-Hsuin, Science and Civilisation in China, 1985, Cambridge University Press

Alcuni di questi riferimenti non sono ancora stati controllati sull'originale: sono elencati in TODO-fonti.md in attesa di verifica. Preferiamo dirlo che lasciarlo intendere.