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Atlante della storia umana

Alto medioevoNuovi centri

La rivoluzione Song

Carta moneta, altiforni, bussola, stampa a caratteri mobili e città da un milione di abitanti:

esatto

500 d.C.Alto medioevo1.000 d.C.

In breve

Nel 960 il generale Zhao Kuangyin fondò a Kaifeng la dinastia Song, chiudendo mezzo secolo di frammentazione seguito al crollo dei Tang. Nei decenni successivi la Cina settentrionale attraversò una trasformazione economica che gli storici chiamano, con qualche cautela, «rivoluzione Song»: moneta cartacea di stato, altiforni a carbone fossile che produssero ferro su scala che l’Europa non avrebbe eguagliato prima del Settecento, esami imperiali aperti a una base sociale più larga, e una capitale forse la più popolosa del pianeta, con oltre un milione di abitanti. Fu anche l’epoca in cui l’artigiano Bi Sheng inventò la stampa a caratteri mobili, invenzione distinta e più tarda della xilografia già diffusa sotto i Tang. Quanto in profondità questa trasformazione abbia toccato l’economia cinese, e perché non sia sfociata in un decollo industriale moderno, resta uno dei dibattiti più aperti della storia economica globale.

Contesto

Il crollo dei Tang nel 907 aveva aperto mezzo secolo noto come «Cinque Dinastie e Dieci Regni»: cinque case imperiali brevi si succedettero nel nord, mentre nel sud una decina di regni regionali si contendevano il territorio, e nessuna dinastia settentrionale durò più di sedici anni, perché generali con eserciti personali, i jiedushi, deponevano i propri sovrani a piacimento. Nello stesso periodo il baricentro economico si era già spostato a sud, lungo il fiume Azzurro (Jiangnan), meno esposto alle guerre e ricco di canali e risaie; intorno a Kaifeng, scelta come capitale per la posizione sul Gran Canale ereditato dai Sui, i boschi che fornivano il carbone di legna per fondere il ferro si erano già ridotti, ma la regione possedeva giacimenti di carbone fossile a poca distanza — risorsa che l’industria del ferro avrebbe imparato a sfruttare proprio in questi decenni.

Svolgimento

Zhao Kuangyin, comandante della guardia imperiale, fu proclamato imperatore dai propri soldati nel gennaio del 960 durante una spedizione contro i Liao — l’«ammutinamento di Chenqiao» — e assunse il nome di regno di Taizu. L’anno dopo, secondo il racconto tramandato, convocò a banchetto i propri generali e li convinse a ritirarsi con ricche pensioni in cambio delle armate personali: la «coppa di vino che scioglie il comando militare», la cui messa in scena merita una cautela discussa più sotto. Nel 979 i Song completarono la riunificazione conquistando l’ultimo regno indipendente, gli Han Settentrionali, senza recuperare le Sedici Prefetture, rimaste ai Liao.

La priorità dei primi sovrani fu ridurre il potere militare a favore dell’amministrazione civile, con lo strumento degli esami imperiali, già Tang ma qui allargati: i temi venivano sigillati e le prove ricopiate da funzionari terzi, perché né il nome né la calligrafia rivelassero il candidato. Il numero di laureati jinshi per sessione crebbe di un ordine di grandezza rispetto ai Tang, e le liste dei vincitori mostrano una quota crescente di famiglie senza funzionari fra gli antenati: mobilità sociale reale, anche se parziale, perché lo studio pluriennale restava alla portata solo di chi aveva qualche mezzo.

In Sichuan la moneta era di ferro, pesante e scomoda perché il rame veniva esportato fuori regione; mercanti privati di Chengdu avevano cominciato a emettere ricevute cartacee convertibili in moneta metallica, e quando alcune case fallirono lo stato ne assunse il monopolio, istituendo nel 1023 a Chengdu la jiaozi wu, che emise la prima moneta cartacea garantita da un’autorità statale della storia — risposta a una scarsità di metallo, non invenzione astratta.

L’industria del ferro conobbe nello stesso periodo una crescita che gli storici definiscono senza mezzi termini industriale: secondo le stime di Robert Hartwell, la produzione annua toccò circa 125.000 tonnellate nel 1078, in altiforni a carbone fossile e coke invece che a carbone di legna, con un consumo pro capite che l’Inghilterra avrebbe eguagliato solo alla fine del Settecento. Il ferro andava in aratri, monete, armi e attrezzi distribuiti su una scala che nessun’altra economia del tempo eguagliava.

Fra il 1041 e il 1048 l’artigiano Bi Sheng, secondo il resoconto scritto qualche decennio dopo dal funzionario Shen Kuo, mise a punto caratteri mobili in argilla cotta, componibili e riutilizzabili: invenzione distinta dalla xilografia, già diffusa in Cina da almeno due secoli, che intagliava un’intera pagina su un unico blocco. Con migliaia di caratteri da comporre il vantaggio era meno netto che per un alfabeto di poche decine di segni, e la xilografia restò dominante, ma la tecnica esisteva ed era descritta con precisione sufficiente a essere replicata.

Sul mare, le giunche cinesi, a scafo compartimentato, portarono seta e ceramica verso il Sud-Est asiatico e riportarono spezie e argento. Il funzionario Zhu Yu, nel Pingzhou Ketan del 1119, descrisse i naviganti che con cielo coperto si orientavano con un ago calamitato rivolto a sud: la prima attestazione scritta della bussola in navigazione oceanica, sulla rotta fra Guangzhou e il Sud-Est asiatico, dove regni come Srivijaya controllavano gli stretti. A Kaifeng, infine, il sistema dei quartieri murati e chiusi di notte della Chang’an Tang fu abbandonato: le botteghe si affacciavano sulle strade, i mercati notturni restavano aperti fino a tardi, e la popolazione dell’area urbana superò il milione.

Conseguenze

A breve termine la monetizzazione dell’economia diede ai Song entrate senza precedenti, che finanziarono un esercito permanente di oltre un milione di uomini e una burocrazia assai più estesa di quella Tang. La classe dei letterati-funzionari selezionati per esame, i shidafu, divenne il ceto dirigente di riferimento per il resto della storia imperiale cinese.

A lungo termine si apre il dibattito storiografico più importante legato a questa voce. Mark Elvin ha sostenuto che l’economia Song raggiunse un «equilibrio ad alto livello»: una produttività già così ottimizzata entro le tecniche disponibili che mancava l’incentivo a inventarne di radicalmente nuove, e la crescita si arrestò senza industrializzarsi. Kenneth Pomeranz ha spostato il confronto su scala globale, sostenendo che le regioni più sviluppate della Cina restarono comparabili all’Europa occidentale fino al Settecento inoltrato, e che a separare i due percorsi — la «grande divergenza» — furono soprattutto l’accesso britannico al carbone e alle risorse coloniali americane, non un limite intrinseco cinese: la prima lettura cerca la causa dentro la Cina, la seconda fuori. Nel 1127 la conquista Jurchen del nord spinse poi la corte a sud del fiume Azzurro, spezzando la continuità dei distretti siderurgici dello Henan al culmine del loro sviluppo: quanto quella rottura politica, più che un limite economico, abbia interrotto una traiettoria altrimenti destinata a proseguire resta discusso.

Nel frattempo altrove

Come lo sappiamo

Le fonti testuali principali sono la storia dinastica ufficiale Song Shi, compilata solo nel 1345 sotto la dinastia mongola Yuan e filtrata da un secolo e mezzo di distanza, insieme a resoconti di funzionari come il Mengxi Bitan di Shen Kuo e il Pingzhou Ketan di Zhu Yu, vicini nel tempo ai fatti ma scritti da osservatori con la propria agenda: Shen Kuo, per esempio, riporta l’invenzione di Bi Sheng per sentito dire, non per averla vista in uso lui stesso.

L’episodio della «coppa di vino» va trattato con cautela: compare in forma compiuta solo in fonti posteriori di qualche decennio, con un dettaglio teatrale — il banchetto, il discorso, la conversione immediata dei generali — che assomiglia più a un aneddoto costruito per legittimare la svolta civile della dinastia che a un resoconto verificato. Che la smilitarizzazione sia avvenuta è certo; che sia avvenuta in una sera, molto meno.

Le cifre sulla produzione di ferro restano dibattute. Le stime di Hartwell, pubblicate nel 1962, sono la base su cui Elvin costruì la propria tesi dell’equilibrio ad alto livello, ma Tim Wright, in un riesame del 2007, ha messo in discussione i presupposti sulla produttività dei singoli altiforni usati per arrivare al totale nazionale, suggerendo cifre più caute: il dato più citato di questa voce, le 125.000 tonnellate del 1078, è una stima soggetta a revisione, non un fatto acquisito. Sulla mobilità sociale garantita dagli esami resta aperta la domanda di quanto fosse ampia in pratica: la base sociale davvero esclusa — contadini e artigiani senza eccedenze da destinare all’istruzione — restava comunque fuori.

Approfondimenti

  • Kenneth Pomeranz, The Great Divergence (2000) — sposta il dibattito dalla Cina presa da sola al confronto sistematico con l’Europa: da leggere insieme a Elvin, non al suo posto.
  • Mark Elvin, The Pattern of the Chinese Past (1973) — la formulazione originale dell’«equilibrio ad alto livello»: il libro contro cui discutono quasi tutti gli studi successivi sull’economia Song.
  • Robert Hartwell, «A Revolution in the Chinese Iron and Coal Industries During the Northern Sung» (1962) — il primo a mettere in cifre la scala industriale della siderurgia Song: base di tutto il dibattito, comprese le correzioni successive.
  • Tim Wright, «An Economic Cycle in Imperial China? Revisiting Robert Hartwell on Iron and Coal» (2007) — la lettura che ridimensiona le stime di Hartwell: il numero più citato di questa voce è tutt’altro che definitivo.
  • John W. Chaffee, The Thorny Gates of Learning in Sung China (1985) — lo studio di riferimento sugli esami imperiali Song, con i dati sulla provenienza familiare dei vincitori.
  • Tsien Tsuen-Hsuin, Science and Civilisation in China, vol. V.1 (1985) — la trattazione più dettagliata della stampa cinese, con la distinzione fra xilografia e caratteri mobili ripresa in questa voce.

Riferimenti

  • Shen Kuo, Mengxi Bitan (Dream Pool Essays)
  • Zhu Yu, Pingzhou Ketan (Pingzhou Table Talks)
  • Mark Elvin, The Pattern of the Chinese Past, 1973, Stanford University Press
  • Kenneth Pomeranz, The Great Divergence: China, Europe, and the Making of the Modern World Economy, 2000, Princeton University Press
  • Robert Hartwell, A Revolution in the Chinese Iron and Coal Industries During the Northern Sung, 960-1126 A.D., 1962, Journal of Asian Studies
  • Tim Wright, An Economic Cycle in Imperial China? Revisiting Robert Hartwell on Iron and Coal, 2007, Journal of the Economic and Social History of the Orient doi:10.1163/156852007783244963
  • Tsien Tsuen-Hsuin, Science and Civilisation in China, 1985, Cambridge University Press
  • John W. Chaffee, The Thorny Gates of Learning in Sung China: A Social History of Examinations, 1985, Cambridge University Press
  • Dieter Kuhn, The Age of Confucian Rule: The Song Transformation of China, 2009, Harvard University Press

Alcuni di questi riferimenti non sono ancora stati controllati sull'originale: sono elencati in TODO-fonti.md in attesa di verifica. Preferiamo dirlo che lasciarlo intendere.